LA
REDAZIONE
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ECHI DEL 7° REVIVAL MV-AGUSTA GIUGNO 2000
Intervista di Riccardo Carù a Tarquinio Provini accanto alla MV 250
bicilindrica con la quale si è laureato Campione del Mondo nel 1958.
D: Sig. Provini, che impressione le fa tornare a Cascina Costa dopo 40 anni?
R: 40 anni sono passati troppo in fretta. All'MV mi sono trovato sempre
molto bene. L'unico anno cui mi sono trovato un po' così così è stato il 1959, quando ho dovuto accettare degli ordini di
scuderia che favorivano un mio compagno di squadra e che ho accettato solo perché richiestomi direttamente dal Conte
Agusta.
D: Qui ha ritrovato alcuni suoi meccanici. Purtroppo manca Giulio Cella che
non è più tra noi e con il quale c'era molto affiatamento.
R: Sì, Cella era il capo dei miei meccanici. Nel 1959 aveva lasciato il
reparto corse per altri incarichi in Agusta. Con la MV l'errore più grande l'ho fatto nel 1965. Ero alla Benelli, firmato il
contratto con la Benelli, il giorno dopo mi telefona Magni per provare 1'MV 3 cilindri 350 (che sembrava un giocattolo). Avendo
già firmato, al mio posto c'è andato Agostini. Questo è stato l'errore più grande che ho fatto.
D: Sig. Provini, ci racconti la storia della rivalità tra lei e Ubbiali e
il rapporto con l'amico Fortunato Libanori.
R: Con Libanori non ho mai avuto screzi. Ci siamo sempre trovati
benenissimo, eravamo amici. Con Carletto Ubbiali ho accettato l'urto il primo anno (1958). Nel 1959 non l'ho potuto accettare
perché pretendeva due titoli quando invece ero davanti io . . ..e invece di aiutarmi mi ha ostacolato in tutti i modi. Non
ho mai avuto problemi di coesistenza con nessuno, né allora né dopo. Tutto lì.
L'intervista si è conclusa rinnovando a Provini la gratitudine per il
contributo tecnico e sportivo lasciato.
Egli, a sua volta, ha ringraziato per la targa-ricordo che il G.L.A.
Agusta-MV gli ha donato.

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