luglio
settembre
2000

anno VI°
n° 3

 

bollettino informativo
del gruppo lavoratori anziani d'azienda AGUSTA-MV


s o m m a r i o

LA REDAZIONE

ECHI DEL 7° REVIVAL MV-AGUSTA GIUGNO 2000

Intervista di Riccardo Carù a Tarquinio Provini accanto alla MV 250 
bicilindrica con la quale si è laureato Campione del Mondo nel 1958.

D: Sig. Provini, che impressione le fa tornare a Cascina Costa dopo 40 anni?
R: 40 anni sono passati troppo in fretta. All'MV mi sono trovato sempre molto bene. L'unico anno cui mi sono trovato un po' così così è stato il 1959, quando ho dovuto accettare degli ordini di scuderia che favorivano un mio compagno di squadra e che ho accettato solo perché richiestomi direttamente dal Conte Agusta.

D: Qui ha ritrovato alcuni suoi meccanici. Purtroppo manca Giulio Cella che non è più tra noi e con il quale c'era molto affiatamento.
R: Sì, Cella era il capo dei miei meccanici. Nel 1959 aveva lasciato il 
reparto corse per altri incarichi in Agusta. Con la MV l'errore più grande l'ho fatto nel 1965. Ero alla Benelli, firmato il contratto con la Benelli, il giorno dopo mi telefona Magni per provare 1'MV 3 cilindri 350 (che sembrava un giocattolo). Avendo già firmato, al mio posto c'è andato Agostini. Questo è stato l'errore più grande che ho fatto.

D: Sig. Provini, ci racconti la storia della rivalità tra lei e Ubbiali e 
il rapporto con l'amico Fortunato Libanori.
R: Con Libanori non ho mai avuto screzi. Ci siamo sempre trovati 
benenissimo, eravamo amici. Con Carletto Ubbiali ho accettato l'urto il primo anno (1958). Nel 1959 non l'ho potuto accettare perché pretendeva due titoli quando invece ero davanti io . . ..e invece di aiutarmi mi ha ostacolato in tutti i modi. Non ho mai avuto problemi di coesistenza con nessuno, né allora né dopo. Tutto lì.

L'intervista si è conclusa rinnovando a Provini la gratitudine per il 
contributo tecnico e sportivo lasciato.
Egli, a sua volta, ha ringraziato per la targa-ricordo che il G.L.A. 
Agusta-MV gli ha donato.