gennaio
marzo
2001

anno VIII°
n° 1

 

bollettino informativo
del gruppo lavoratori anziani d'azienda AGUSTA-MV


s o m m a r i o

LA REDAZIONE



30°ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL SIGNOR DOMENICO

di Fernando Saracchi

Il 19 settembre del 1969 l’ing. Bruno Lovera inviava una comunicazione al sig. Domenico con la quale si chiedeva l’autorizzazione all’apertura di due commesse per la costruzione di tre elicotteri prototipi, più relative parti di ricambio. Qualche giorno dopo la comunicazione tornava al mittente con la risposta scritta con l’immancabile penna rossa: "Quanto mi chiede è molto oneroso. Comunque autorizzo: due elicotteri completi per prove preliminari di volo, rilievo delle sollecitazioni e prove di omologazione. Un elicottero per le prove di durata a terra delle 100 ore. Sta bene per le attrezzature e per le prove di fatica………….

Ancora una volta, il sig. Domenico, aveva avuto un’intuizione a dir poco felice. Ancora una volta il sig. Domenico aveva creduto nei suoi uomini e …..nacque il 109! Ancora una volta, perché quest’uomo, con la tenacia che gli veniva dalla terra che gli aveva dato le origini, la Sicilia, e la sagacia che il padre Giovanni gli aveva trasferito con il DNA, non era nuovo alle decisioni che portavano al successo. Nel 1952, prevedendo gli sviluppi delle macchine ad ala rotante, decise di lanciarsi in tale avventura e fece il noto accordo con la Bell per la costruzione su licenza, dei Bell 47……Nel 1956 ne erano già stati prodotti 194 e il sig. Domenico ne volle uno anche per sé. Era un 47 G con motore Franklin e pale in legno ed era immatricolato I-MICO. 

Lavoratore instancabile, passava buona parte della notte nel suo ufficio dove le luci accese ricordavano, a quelli di noi che lasciavano l’azienda ad ore impossibili, che lui era ancora lì. Tutto era sempre sotto il suo controllo: l’avanzamento della produzione, la modifica tecnica, i rapporti con il Ministero della Difesa e, non ultimo, i rapporti con il personale. Le maestranze avevano acquisito una tale fiducia nel sig. Domenico che quando succedeva, e succedeva frequentemente, che lo stipendio venisse distribuito il 7 del mese successivo, queste attribuivano la responsabilità al ….capo del personale, rag. Bertolini, e non a lui! Grande capacità imprenditoriale il sig. Domenico la dimostrò anche quando, avviata la produzione Bell, decise di estendere gli accordi di cooperazione con gli altri grandi produttori di elicotteri americani: Sikorsky, Boeing e McDonnel Douglas. Il cimentarsi con i diversi progetti, le diverse tecnologie dei quattro costruttori americani, l’impegno profuso nello sviluppo e realizzazione di prototipi fin dagli anni 60, formarono tutto il personale dell’azienda e lo prepararono al grande passo che portò al 109 prima e ai 139, EH101 e NH 90 poi. Il sig. Domenico infatti, pur senza trascurare mai la produzione, volle che tutta l’azienda si esercitasse in progetti propri che seguiva direttamente. Negli anni 60 si sollevarono da terra il 103, il 104, l’EMA 124, il 115, il 101, l’AZ8L ed altri ancora che auspichiamo di vedere, in un giorno non lontano, ristrutturati in un museo. Domenico Agusta morì nel 1971 e la sua morte segnò la fine di un periodo veramente speciale. Molte cose, a partire dalla fine degli anni 60, stavano cambiando nel nostro paese e molte sarebbero ancora cambiate a breve. A questo punto, facendo mio un commento espresso dall’ing. Lovera in un suo documento di qualche anno fa, mi domando se il sig. Domenico, con la sua forte personalità, avrebbe accettato di operare nel nuovo contesto sociale e politico, così differente da quello nel quale aveva tenuto le redini della sua, della nostra azienda.

Ricorderemo il sig. Domenico, a 30 anni dalla sua scomparsa,
il giorno 19 maggio, in pineta,
con una celebrazione che comprenderà una S. Messa,
un annullo filatelico e una mostra fotografica e documentale.

Arrivederci